BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Bluklein - ECPv6.0.10//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-ORIGINAL-URL:https://www.bluklein.com
X-WR-CALDESC:Eventi per Bluklein
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:UTC
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0000
TZOFFSETTO:+0000
TZNAME:UTC
DTSTART:20190101T000000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20221008T180000
DTEND;TZID=UTC:20221023T213000
DTSTAMP:20261015T023506
CREATED:20221014T164433Z
LAST-MODIFIED:20221016T142300Z
UID:1262-1665252000-1666560600@www.bluklein.com
SUMMARY:BECOMING VOICES – Recognizing unproductivity a cura di Collettivo Scena
DESCRIPTION:BECOMING VOICES – Recognizing unproductivity\na cura di Collettivo Scena\nGalleria Bluklein\, Via Vescovado 5\, Cesena\n8-23.10.2022 \nOrari:\nVernissage – Finissage 18.00-21.30\nSabato – Domenica 16.00-19.00\nGiovedì – Venerdì 16.00-19.00 (su appuntamento\, per prenotazioni scrivere a info@bluklein.com) \nCon opere installative e video di Noa Bonino–Guillermo de Cabanyes e Luca Marcelli Pitzalis. \nDiversamente da quanto avveniva durante fasi precedenti di sviluppo dei modelli produttivi\, all’interno delle quali la corporeità dell’individuo era luogo privilegiato ed esclusivo di estrazione valoriale\, a partire dalla fine del secolo scorso l’asse si è spostato in direzione di una dimensione immateriale del lavoro\, inglobando e producendo nuove dinamiche. Il principio di accumulo\, storicamente alla base del sistema capitalista classico\, assume una nuova conformazione con l’intento di mettere a valore ciò che precedentemente non generava profitto. Nella produzione contemporanea di beni e servizi\, le caratteristiche delle dinamiche lavorative postfordiste di temporaneità\, flessibilità\, narrazione dell’imprenditoria del sé e della scissione della dicotomia tempo-lavoro\, hanno generato disturbi e psicopatologie nella società. Il punto di partenza della mostra è un’analisi della struttura del capitalismo biocognitivo\, termine coniato per indicare l’odierna fase del sistema\, all’interno della quale l’intera vita viene posta a valore nel paradigma di accumulazione di corpi\, risorse e conoscenze. Premesse fondamentali per quella che Andrea Fumagalli ha definito sussunzione vitale: il concetto di attività produttiva appare modificato attraverso un’erosione delle differenze tra lavoro e vita\, pubblico e privato\, coinvolgendo la sfera relazionale\, sentimentale e soggettiva dell’individuo. Partendo da spunti teorici di autorɜ prendentɜ a modello prospettive ibride\, il lavoro del duo formato da Noa Bonino e Guillermo de Cabanyes e di Luca Marcelli Pitzalis aiuta a leggere criticamente tale porzione del nostro presente. Il progetto da un lato intende problematizzare il criterio limite della latente interiorizzazione collettiva delle strutture di potere e della consapevolezza dei mezzi di autodeterminazione soggettivi dall’altro. La ricerca deɜ artistɜ presentatɜ reca i tratti di una riappropriazione corporea e di pensiero in prospettiva di una sottrazione al paradigma produttivo\, sondandone gli aspetti più intimi in un processo di allontanamento da una concretizzazione formale che tarda ad affermarsi e non confluisce nell’atto; di un’immobilità che vuole essere resistenza e che contemporaneamente si interroga sulla sua stessa efficacia; di un linguaggio poietico solamente nell’istante in cui diviene universalmente privato. Un divenire voce per costruire contro narrazioni possibili. \nDurante il Vernissage in programma il live set di ricerca elettronica di Emil KR\, mentre per il Finissage è previsto il set di SOMA \nScena è un collettivo curatoriale nato nell’autunno del 2021. Il progetto scaturisce dall’esigenza di raccontare\, presentare e dar voce alla presente generazione di artisti gravitante intorno ai vari campi della produzione visuale e culturale contemporanea; una ricognizione delle scene creative attive sul panorama italiano poste in relazione al contesto locale. Scena è un progetto di Luigi Bagaglia (Cesena\, 1995)\, Lorenzo Placuzzi (Cesena\, 1995) e Rachele Stagni (Cesena\, 1997). \nLuca Marcelli Pitzalis (Cagliari\, 1995) lavora e vive tra Milano e Viterbo. Attraverso video\, performance\, installazioni e newsletter crea dimensioni in cui pubblico e privato\, personale e collettivo si confondono. Nella sua ricerca\, l’espressione e l’iper-comunicazione del sé diventano esposizione di vulnerabilità e ricerca di cura reciproca. \nNoa Bonino (Torino\, 1994) e Guillermo de Cabanyes (Valladolid\, 1994) condividono osservazioni e riflessioni da quando si sono conosciuti a Cesena nel 2019 durante un corso di alta formazione presso la Socìetas Raffaello Sanzio. Il loro incontro si accende sulla soglia tra il linguaggio coreografico e l’arte visiva\, ricercando tra le scie e gli scheletri di imprendibili movimenti. \nEmil Kr è il progetto solista di Emil Bruscolini (Rimini\, 1997). Attivo a Bologna dove frequenta il corso di Sound Design del conservatorio\, si dedica alla produzione di opere audiovisive e set elettronici improvvisati ed eclettici. \nSoma è un progetto di musica elettronica nato alla fine del 2019 sulla riviera romagnola. Le sonorità delle produzioni si ispirano allo stile techno/progressive delle warehouse tedesche. Performa come dj in un range di generi che vanno dal funk alla jungle. Agli inizi del 2020 unisce delle amicizie tra fotografi visual artist e dj per formare il collettivo underground “Buconero” con il quale cercheranno di rievocare la cultura del clubbing partendo dalla riviera.
URL:https://www.bluklein.com/event/evento-1/
LOCATION:Bluklein\, Via Vescovado 5\, Cesena (FC)\, 47521\, Italia
CATEGORIES:Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.bluklein.com/wp-content/uploads/2022/09/IMG_9160.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20201007T080000
DTEND;TZID=UTC:20201024T170000
DTSTAMP:20261015T023507
CREATED:20221014T163409Z
LAST-MODIFIED:20221021T123457Z
UID:1251-1602057600-1603558800@www.bluklein.com
SUMMARY:Quarante secondi di niente
DESCRIPTION:Mercoledì 7 ottobre 2020\,\nC/O BLUKLEIN – GALLERIA D’ARTE\nCesena\, Via vescovado \n40 SECONDI DI NIENTE\nun’esposizione di: Ginevra Brizioli e Michela Seren a cura di: Luigi Bagaglia\nMercoledì 7 ottobre 2020 alle ore 16:00 Ginevra Brizioli (Roma) e Michela Seren (Verona)\,\ngiovani artiste artiste visive attive nel panorama nazionale ed entrambe basate a Venezia\,\npresentano al pubblico di Bluklein la loro nuova esposizione dal titolo: 40 secondi di\nniente. A cura del cesenate Luigi Bagaglia\, guest curator presso la galleria con questo\nnuovo progetto tutto femminile tra video arte\, suono e contenuti digitali.\nQuesto lavoro nasce dagli interrogativi che affollano il nostro strano tempo presente.\nIn che modo sarà possibile ripensare le dinamiche interpersonali\, private e comunitarie\,\nche ci pongono in diretta relazione con il concetto di alterità? Come ciò influenzerà la\npercezione dell’altro?\nCome abbiamo assimilato il nostro passato recente attraverso l’immagine?\nIn qualche la nostra concezione di esterno si è modificata\, quasi fino a svanire\, modificata\nda una realtà assurda che spesso ci risulta insufficiente\, incapace di persuadere della\npropria effettiva esistenza. Si è creata una sovrapposizione dell’esperienza privata e di\nquella collettiva nell’individuo.\nAffrontiamo ogni giorno l’esperienza del vissuto altrui attraverso la diffusione di video\,\ninformazioni e contenuti online sulle piattaforme sociali. Una ricezione che passa per\nl’immagine in movimento e per il suono che interrompe il vuoto. In questo contesto si\ninserisce l’opera di Ginevra Brizioli (Roma) e di Michela Seren (Verona).\nL’esposizione porta lo spettatore in una zona di limite\, tra il ruolo di osservatore e quello\ndi chi viene osservato; le logiche relazionali\, rituali e le norme sociali vengono\nriconfigurate. 40 secondi di niente ci spinge a interrogarci su come questo possa influire\nsulla percezione del nostro io di singolo come parte del tutto.\nIl corpo vissuto come strumento conoscitivo di sé e deqli altri viene ora messo in\ndiscussione\, lo spazio urbano diviene man mano luogo angusto e claustrofobico\,\nl’archiviazione digitale del passato e la percezione virtuale dell’altro.\nQuesto è lo spazio scandagliato da questa ricerca.\nGinevra Brizioli (Roma\, 1995)\nVive e lavora tra Venezia e Roma. La sua ricerca artistica cerca di analizzare il reale\, la\nmemoria e le relazioni interpersonali tramite l’investigazione dell’immagine fissa e in\nmovimento\, attraverso una messa in opera che trova nell’individuo e negli strumenti digitali\nl’estensione finale di scoperta del reale.\nMichela Seren (Verona\, 1993)\nVive e lavora a Venezia. La sua ricerca artistica pone in primo piano il rapporto tra media\ne percezione attraverso progetti site-specific\, sonori\, video e installazioni. Interessata a tutti\nquegli aspetti intrinsechi di un ambiente digitale fortemente accelerato e saturo\, riflette sul\nvalore delle immagini rielaborando\, in una dimensione ibrida e multidisciplinare\, materiale\nselfmade e materiale già esistente.\nOrari e visite\nLa galleria rimarrà aperta seguendo le normative ministeriali di sicurezza.\nAperto dal Mercoledì al Sabato dalle 16:00 alle 19:00. Prenotazione obbligatoria.\nPer Info & Prenotazioni: 348 4764817 (anche su WhatsApp) o info@bluklein.com \n\n			\n				\n			\n				\n				Michela Seren\n				\n			\n				\n			\n				\n				Ginevra Brizioli\n				\n			\n				\n			\n				\n				“REJECT-chieda con tanta grazia”2020\,video installazione Ginevra Brizioli\n				\n			\n				\n			\n				\n				Dettaglio allestimento “Quaranta secondi di niente”\n				\n		\n\n 
URL:https://www.bluklein.com/event/quarante-secondi-di-niente/
LOCATION:Bluklein\, Via Vescovado 5\, Cesena (FC)\, 47521\, Italia
CATEGORIES:Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.bluklein.com/wp-content/uploads/2020/09/76e4a540-9f4f-4a53-b538-9368eccc8458-1-scaled.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20200222T180000
DTEND;TZID=UTC:20200229T190000
DTSTAMP:20261015T023507
CREATED:20221017T071650Z
LAST-MODIFIED:20221021T124005Z
UID:1347-1582394400-1583002800@www.bluklein.com
SUMMARY:Pietre d'inverno Ricerca e riconoscimento delle forme fra Oriente e Occidente- a cura di Alberto Barduzzi
DESCRIPTION:PIETRE D’INVERNO \nRicerca e riconoscimento delle forme tra oriente e occidente \nun’esposizione di: Alberto Barduzzi. \npresentazione: Vincenzo Zilioti. \nAlberto Barduzzi presenta\, presso i locali della galleria Bluklein una esposizione di belle pietre o pietre da meditazione – suiseki\, il termine dal giapponese: letteralmente\, pietra lavorata dall‘acqua. \nOgni pezzo esposto è stato raccolto in siti italiani. Queste\, collezionate e disposte nello spazio da Barduzzi per il loro fascino e la loro forza espressiva\, esercitano il potere di sedurci per le loro forme e ci invitano a percorrere la via che indaga le culture d’Occidente e d’Oriente. \nAttraverso ricerca e riconoscimento delle forme\, si intrecciano legami fra natura e cultura e si avvicinano\, almeno un poco\, altre esperienze culturali\, lontani dall’esotismo\, con qualche guida informativa ed alcuni consigli di lettura. \nLa presentazione a cura di Vincenzo Ziliotti\, un amico appassionato di Pietre da meditazione ed una solida base di informazioni e conoscenza. \n\n			\n				\n			\n				\n				Dettaglio allestimento “Pietre d’inverno”\n				\n			\n				\n			\n				\n				Dettaglio allestimento “Pietre d’inverno”\n				\n			\n				\n			\n				\n				Dettaglio allestimento “Pietre d’inverno”\n				\n		\n\n  \n 
URL:https://www.bluklein.com/event/pietre-dinverno-ricerca-e-riconoscimento-delle-forme-fra-oriente-e-occidente-a-cura-di-alberto-barduzzi/
LOCATION:Bluklein\, Via Vescovado 5\, Cesena (FC)\, 47521\, Italia
CATEGORIES:Mostre
ATTACH;FMTTYPE=application/pdf:https://www.bluklein.com/wp-content/uploads/2022/10/invito_pietre.pdf
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=UTC:20190907T160000
DTEND;TZID=UTC:20190929T190000
DTSTAMP:20261015T023507
CREATED:20221019T132732Z
LAST-MODIFIED:20221019T133008Z
UID:1440-1567872000-1569783600@www.bluklein.com
SUMMARY:Tipologie\, Giovanni Zaffagnini
DESCRIPTION:CINQUE DOMANDE A GIOVANNI ZAFFAGNINI \nCome è nata la tua attività di fotografo? Quali sono state le esperienze che hanno \nmaturato le tue scelte? \nHo svolto ricerche etnografiche sul campo con Giuseppe Bellosi per vent’anni. Il mio \narchivio fotografico consiste in circa dodicimila immagini sui vari aspetti della cultura \npopolare in Romagna. È stato un periodo indimenticabile ed estremamente formativo. \nNon di rado le interviste ci hanno rivelato persone qualsiasi capaci di riflessioni \nda fare invidia a tante menti celebrate. Nel 1979 abbiamo pubblicato Romagna mia\, \nuna ricerca sulla mistificazione del folclore in Romagna\, non sempre vista di buon \nocchio. Poi alla fine degli anni Novanta ci siamo fermati; Bellosi nel frattempo era \nstato assunto a tempo pieno presso la Biblioteca di Alfonsine ed io\, sempre più insofferente \nverso una predominante lettura nostalgica del passato\, ho rivolto il mio \ninteresse verso il linguaggio fotografico contemporaneo. \nA quali maestri ti ispiri\, quali sono gli autori che hanno influito sul tuo fare fotografia? \nHo conosciuto e frequentato tanti autori interessanti ma non mi ritengo allievo di \nqualcuno in particolare\, ho sempre guardato a tutti quelli che mi sono capitati a tiro\, \npersino a coloro che non mi piacevano perché comunque mi chiarivano ciò che non \nvolevo fare. Posso dire di essere stato allievo di svariate decine di maestri\, non solo \nfotografi\, poi\, nel tempo\, ho maturato la mia proposta. \nCome si definirebbe Giovanni Zaffagnini fotografo? \nInquieto e laico. Non riesco a ripetere il già fatto\, questo mi porta a cercare sempre \nqualcosa di diverso. Ogni volta devo rimettermi in gioco su percorsi insidiosi ma allo \nstesso tempo stimolanti. Proporre alternative non è una sfida rivolta a qualcuno\, è \nsemplicemente la mia idea di ricerca. \nGuardando le fotografie presenti in Tipologie e in altri tuoi libri\, si nota una ricerca \ncostante\, che porta il lettore a mettersi in gioco\, a confrontarsi con quello che proponi. \nNon c’è un’unica chiave di lettura\, un’interpretazione univoca\, anzi\, sembra \nche tu lasci proprio a chi guarda il compito di scoprire l’immagine e darle significato; \ne tuttavia\, quando si pensa di avere trovato un’interpretazione essa sfugge \ncontinuamente. E l’ambiguità rimane. \nL’ambiguità in fotografia è un valore: insinua il dubbio\, spinge ad approfondire\, a leggere \nfra le righe\, a porsi delle domande. L’interpretazione\, com’è noto\, è soggettiva. \nNella fotografia della tronchesina fucsia che chiude la sequenza dei Comuni utensili\, \nqualcuno ha intravisto il prototipo di un improbabile Marziano\, altri invece\, nell’immagine \nche introduce Reperti di un passato recente\, ipotizzano una nuova versione \nin fil di ferro dell’uomo che cammina di Alberto Giacometti\, da me poi ribattezzata \nL’uomo che ha fatto il passo più lungo della gamba. Accade spesso che alcuni osservatori \nnotino nelle mie fotografie aspetti non previsti che io accolgo con grande \ninteresse. \nIl libro raccoglie nove sequenze. Queste sezioni sono a volte distanti tra loro\, nonostante \nla sequenzialità che le accomuna. Ce le vuoi descrivere? \nTipologie è una classificazione\, un insieme dove le relazioni avvengono nel contesto \ndi ogni sequenza. Sono immagini che invitano ad affinare la curiosità\, a percepire le \ndifferenze all’interno di somiglianze apparenti. Le distanze sono figlie dell’inquietudine \ndi cui parlavo prima; credo comunque che l’eccessiva uniformità alla lunga diventi \nnoiosa\, ciò che mi preme è la coerenza formale e progettuale nell’ambito della \nsingola sezione. \nVille dei sogni cataloga i capanni balneari dei lidi ravennati\, concessioni demaniali antecedenti \ngli stabilimenti attuali e\, occasionalmente\, «garçonnières dei poveri» in tempi \npassati. \nLe Mucche alpine sono da sempre fra i soggetti preferiti dai foto-vacanzieri. Un ottimo \nesercizio per imparare a vedere consiste nel fotografare gli stereotipi con un approccio \ndiverso. \nTrattori è un esercizio sulle trascendenze tradotto nell’ossessione di essere spiati; sequenza \nconcepita per Nuova Tèchne\, rivista di bizzarrie letterarie e non. Diretta da Paolo \nAlbani per Quodlibet\, è una rivista on-line che ospita scrittori importanti e giovani \npromettenti; io collaboro con alcune immagini. \nHo fotografato i Platani lungo la rampa del fiume Senio a Fusignano in un momento in \ncui vedevo sculture dappertutto. \nThomas Ruff è conosciuto soprattutto per una serie di ritratti eseguiti con una fotocamera \ndi grande formato. Ho scelto la stessa inquadratura per gli «omini senza volto» \ndei passaggi pedonali. \nBlister è un esorcismo per neutralizzare gli effetti collaterali di farmaci che assumo \nquotidianamente. I blister vuoti testimoniano il rispetto del piano terapeutico. \nCollezione di sabbia è un omaggio a Italo Calvino. Il capitolo sulla leggerezza nelle \nLezioni americane è un costante punto di riferimento. Nel 1994 ho pubblicato Tecla \ndedicato alle Città invisibili. Le sabbie fanno parte della collezione di mio figlio Fabio\, \ngeologo marino. \nComuni utensili è un doveroso tributo a Walker Evans. La citazione «tradisce» l’originale\, \ndiventa spunto\, pretesto. Diversa l’inquadratura\, la luce\, diverso lo stato degli \nutensili\, resta l’ammirazione verso questo gigante della fotografia. \nReperti di un passato recente sono tracce di vita quotidiana tornate alla luce lavorando \nil terreno di un orto nei pressi di una vecchia casa contadina. Ritrovamenti senz’alcun \nvalore apparente ci parlano di chi ha vissuto in quel luogo. I nonni materni di mia \nmoglie\, che non ho mai conosciuto\, rivivono nella mia fantasia attraverso questi frammenti.
URL:https://www.bluklein.com/event/tipologie-giovanni-zaffagnini/
CATEGORIES:Mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.bluklein.com/wp-content/uploads/2020/04/Scansione.jpeg
END:VEVENT
END:VCALENDAR